Cosa è successo
A metà ottobre 2026 sono stati diffusi i dati sugli infortuni sul lavoro dei primi otto mesi dell'anno, aggiornati al 31 agosto 2026. Le elaborazioni dell'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente di Vega Engineering su dati INAIL, riprese dalla stampa il 12 ottobre, contano 701 morti sul lavoro da gennaio ad agosto, il 2,9% in più rispetto ai 681 dello stesso periodo del 2025. Di questi, 504 sono avvenuti durante il lavoro e 197 nel tragitto casa-lavoro. Le denunce di infortunio complessive sono 404.809, in aumento del 5,4%.
I dati INAIL sono provvisori e vengono consolidati nei mesi successivi, ma la tendenza è chiara: gli infortuni non calano.
Il dato che riguarda la Campania
L'Osservatorio misura il rischio anche in rapporto al numero di occupati. La media nazionale è di 20,9 morti sul lavoro per milione di occupati. Tre regioni del Sud sono in "zona rossa", cioè oltre il 25% sopra la media: Calabria (33,8), Sicilia (28,9) e Campania (28,3), con 50 vittime sul lavoro nella nostra regione nei primi otto mesi.
Settori e lavoratori più colpiti
- Edilizia: 83 morti sul lavoro, il 16,5% del totale.
- Trasporti e magazzinaggio: 68 morti.
- Attività manifatturiere: 62 morti; il manifatturiero è anche il primo settore per denunce di infortunio (46.469).
- Seguono commercio e agricoltura; la sanità e l'assistenza sociale sono al secondo posto per numero di denunce.
- Lavoratori stranieri: 189 morti in totale (137 sul lavoro e 52 in itinere), con un aumento del 27,7%.
Sul fronte scolastico, i dati INAIL di agosto contano 52.849 denunce di infortunio di studenti, il 5,2% in più del 2025, e 12 casi mortali contro i 7 dell'anno precedente.
Cosa significa per le piccole imprese
I numeri dicono che il rischio si concentra dove le aziende sono spesso piccole: cantieri, trasporti, officine, laboratori. E che i lavoratori stranieri pagano un prezzo più alto, anche perché la formazione non sempre arriva in una lingua che capiscono davvero. La formazione deve essere comprensibile per chi la riceve: per un lavoratore straniero significa erogarla nella sua lingua o con un supporto linguistico adeguato.
Cosa fare adesso
- Verificare che il DVR sia aggiornato e descriva le lavorazioni reali, compresi macchine, mezzi e lavori in quota.
- Controllare le scadenze della formazione di lavoratori, preposti, dirigenti e datore di lavoro, secondo l'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025.
- Curare la formazione dei lavoratori stranieri nella loro lingua, con verifica dell'apprendimento.
- Considerare il rischio stradale per chi guida per lavoro o fa lunghi tragitti: quasi un morto su tre è in itinere.
- Analizzare i quasi incidenti e gli infortuni lievi: sono il segnale che precede quelli gravi.
- Verificare la sorveglianza sanitaria con il medico competente.
Dietro ogni numero c'è una persona. Se volete fare il punto su DVR e formazione in azienda, Formazione AGR può aiutarvi con una verifica degli adempimenti.