Cosa è successo
Ad agosto 2026 l'Ispettorato Nazionale del Lavoro ha diffuso le linee guida della Commissione europea per la gestione dei rischi per la salute e la sicurezza legati all'amianto sul lavoro, pubblicandole sul proprio sito il 4 agosto. Il documento, di circa 340 pagine, è stato preparato dalla Direzione generale Occupazione della Commissione ed è disponibile ufficialmente solo in inglese.
Le linee guida aggiornano le precedenti indicazioni europee alla luce della revisione della direttiva sull'amianto (direttiva 2009/148/CE, modificata dalla direttiva UE 2023/2668). Non sono un testo giuridicamente vincolante: sono un riferimento tecnico per applicare correttamente le norme.
I contenuti principali
- Tre tipi di esposizione: attiva (chi lavora sul materiale), passiva (chi si trova vicino) e secondaria, cioè le fibre portate fuori dall'area di lavoro su indumenti, capelli o attrezzi.
- Valutazione del rischio prima di ogni lavoro: in caso di dubbio, il materiale va trattato come contenente amianto fino a prova contraria.
- Piano di lavoro prima di bonifiche e demolizioni e registro dei materiali contenenti amianto da tenere aggiornato.
- Gerarchia delle misure: eliminazione, isolamento, confinamento, incapsulamento e, come ultima barriera, i DPI.
- Pulizia con aspiratori di classe H e metodi a umido; niente scopa a secco e niente aria compressa.
- Formazione prima dell'esposizione, adattata al ruolo, con una parte pratica e verifiche sul campo.
- Sorveglianza sanitaria degli esposti, con conservazione nel tempo dei dati, data la lunga latenza delle malattie.
- Capitoli per settore: edifici, navi, treni, veicoli, cave, ingegneria civile, servizi di emergenza.
I valori limite da ricordare
La direttiva 2023/2668 ha abbassato il valore limite a 0,01 fibre per centimetro cubo (media su 8 ore). Dal 21 dicembre 2029 gli Stati dovranno passare alla microscopia elettronica e scegliere tra due opzioni: mantenere 0,01 fibre/cm³ conteggiando anche le fibre più sottili, oppure applicare 0,002 fibre/cm³ senza contarle. Le linee guida ricordano che il valore limite non è una soglia di sicurezza: l'esposizione va ridotta il più possibile.
Chi è coinvolto
Imprese edili e di impiantistica che intervengono su edifici costruiti prima della messa al bando dell'amianto, ditte di bonifica, manutentori, officine che lavorano su mezzi datati, proprietari e gestori di immobili con coperture o tubazioni in cemento-amianto.
Cosa fare adesso
- Verificare se in azienda o nei cantieri ci sono materiali sospetti e, se servono, far fare campionamenti da personale competente.
- Aggiornare il DVR e, nei cantieri, il POS con la valutazione specifica del rischio amianto.
- Affidare bonifiche e rimozioni solo a imprese abilitate, con piano di lavoro presentato all'ASL.
- Formare i lavoratori che potrebbero incontrare amianto, anche in modo occasionale, come i manutentori.
- Organizzare la sorveglianza sanitaria con il medico competente per i lavoratori esposti.
Le linee guida sono uno strumento utile per rivedere le procedure. Per valutare il rischio amianto nel DVR o nel POS e per la formazione dei lavoratori, Formazione AGR è disponibile.