Cosa è successo
Con la sentenza n. 33556 del 14 settembre 2026, la Quarta Sezione penale della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un datore di lavoro condannato dalla Corte d'Appello di Napoli per l'infortunio di un dipendente.
Il lavoratore si era ferito mentre puliva un'impastatrice industriale. Dagli accertamenti era emerso che i sistemi di protezione e di interblocco della macchina erano stati manomessi o disattivati: per questo la macchina poteva restare in funzione, o avviarsi, durante la pulizia manuale.
Il datore di lavoro sosteneva che l'incidente fosse dovuto solo all'imprudenza del lavoratore e che questa condotta avesse interrotto il nesso causale, richiamando l'articolo 41, comma 2, del codice penale. La Cassazione non è stata d'accordo.
Il principio affermato
- L'imprudenza o la negligenza del lavoratore non interrompe il nesso causale se il lavoratore sta svolgendo un compito che rientra nelle sue mansioni, come la pulizia della macchina, e se l'incidente è stato reso possibile dalla mancanza o dalla manomissione dei dispositivi di sicurezza.
- Il datore di lavoro risponde dell'evento quando non garantisce l'efficienza dei dispositivi di sicurezza delle attrezzature e non vigila sul loro effettivo stato di manutenzione e funzionamento.
È un orientamento consolidato: per escludere la responsabilità del datore serve un comportamento davvero "abnorme", cioè estraneo alle mansioni e imprevedibile. Pulire la macchina che si usa ogni giorno non lo è.
Perché interessa tanto le piccole imprese
Impastatrici, affettatrici, tritacarne, presse, piegatrici: nei panifici, nelle pizzerie, nei laboratori alimentari e nelle officine queste macchine sono la normalità. E capita che un riparo venga tolto "perché rallenta" o che un microinterruttore venga escluso con un ponticello. La sentenza ricorda che, se succede un infortunio, la responsabilità torna sul datore di lavoro, che deve controllare.
Cosa fare adesso
- Fare un giro di controllo sulle macchine: ripari al loro posto, interblocchi funzionanti, pulsanti di arresto di emergenza efficienti.
- Prevedere verifiche periodiche documentate dei dispositivi di sicurezza, con un registro di controllo e manutenzione.
- Scrivere una procedura di pulizia: macchina ferma, alimentazione scollegata o sezionata, attesa dell'arresto completo degli organi in movimento.
- Formare e addestrare gli operatori sull'uso e sulla pulizia della singola macchina, come chiede l'articolo 73 del D.Lgs. 81/2008.
- Coinvolgere il preposto, che deve vigilare e intervenire se vede un dispositivo escluso.
- Aggiornare il DVR con il rischio meccanico di ogni attrezzatura.
Un riparo rimesso al suo posto costa pochi minuti; un infortunio può costare molto di più a tutti. Per la valutazione del rischio macchine e per la formazione degli operatori, Formazione AGR è a disposizione.