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Medicina del Lavoro · 21/10/2026

Salute mentale sul lavoro: parte la campagna europea 2026-2028 contro i rischi psicosociali

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Cosa è successo

Il 13 ottobre 2026, a Bruxelles, l'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha lanciato ufficialmente la nuova campagna Ambienti di lavoro sani e sicuri 2026-2028, dal titolo "Insieme per la salute mentale sul lavoro". Il lancio si è svolto sotto il patrocinio della Vicepresidente esecutiva della Commissione europea Roxana Mînzatu.

Subito dopo, dal 19 al 24 ottobre 2026, si è svolta la Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, dedicata allo stesso tema: prevenzione dei rischi psicosociali e tutela della salute mentale.

Di cosa parla la campagna

Per tre anni l'Agenzia europea concentrerà materiali, guide, strumenti e iniziative sui rischi psicosociali: carichi di lavoro eccessivi, orari e ritmi difficili da sostenere, scarsa chiarezza dei ruoli, conflitti, molestie, isolamento, cattiva comunicazione. Tutti fattori che possono portare a stress, ansia, esaurimento e, di conseguenza, a più assenze e più infortuni.

Tra gli strumenti messi a disposizione ci sono il portale della campagna, lo strumento online di valutazione dei rischi OiRA, l'enciclopedia OSHwiki, il Barometro europeo sulla salute e sicurezza e l'indagine europea tra le imprese ESENER. Le organizzazioni possono partecipare condividendo iniziative e buone pratiche e, se in possesso dei requisiti, diventare partner ufficiali della campagna.

Perché riguarda anche le piccole imprese

In Italia la valutazione dello stress lavoro-correlato è un obbligo del D.Lgs. 81/2008 per tutte le aziende con almeno un lavoratore, comprese le micro imprese. Spesso, però, si riduce a una scheda compilata una volta e mai più riaperta. La campagna europea è l'occasione per trattare il tema come una parte reale della prevenzione, che tocca l'organizzazione del lavoro e non solo i singoli lavoratori.

Il medico competente ha un ruolo importante: durante la sorveglianza sanitaria raccoglie segnali di disagio e può suggerire interventi, sempre nel rispetto della riservatezza.

Cosa fare adesso

  • Riprendere in mano la valutazione dello stress lavoro-correlato nel DVR e controllare se è ancora coerente con l'organizzazione attuale.
  • Coinvolgere RLS e lavoratori, ascoltando chi vive ogni giorno turni, carichi e ritmi.
  • Parlarne con il medico competente, chiedendo una lettura in forma anonima e aggregata dei dati sanitari.
  • Intervenire sull'organizzazione: distribuzione dei carichi, pause, ruoli chiari, gestione dei conflitti.
  • Formare preposti e dirigenti a riconoscere i segnali di disagio e a gestire le relazioni nel gruppo.
  • Consultare i materiali gratuiti della campagna sul sito dell'EU-OSHA.

Prendersi cura della salute mentale di chi lavora significa anche prevenire infortuni ed errori. Se volete aggiornare la valutazione dei rischi psicosociali o organizzare formazione su questi temi, Formazione AGR può aiutarvi.

Fonti

Fonte: Formazione AGR, 21 October 2026
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