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Intelligenza Artificiale · 14/09/2026 · Admin Formazione AGR

Professionisti e intelligenza artificiale: l'obbligo di informare il cliente e la prevalenza del lavoro intellettuale

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Riferimento normativo: Legge 23 settembre 2025, n. 132 — Art. 13 (professioni intellettuali)

L'IA nello studio professionale

Riassumere una sentenza, preparare una bozza di parere, controllare un bilancio, scrivere una relazione tecnica: sempre più professionisti usano strumenti di intelligenza artificiale nel lavoro quotidiano. La legge italiana sull'IA, la legge 132/2025, in vigore dal 10 ottobre 2025, ha fissato per le professioni intellettuali due regole semplici e molto concrete.

Prima regola: l'IA è solo un supporto

L'utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale nelle professioni intellettuali è consentito esclusivamente per attività strumentali e di supporto, con prevalenza del lavoro intellettuale oggetto della prestazione.

In pratica: l'IA può aiutarti a cercare, ordinare, riassumere, produrre una prima bozza. Ma il ragionamento, la valutazione del caso concreto e la responsabilità della prestazione restano del professionista. Un parere copiato dall'IA e firmato senza verifica non rispetta questo principio, e soprattutto non protegge il professionista in caso di errore.

Seconda regola: il cliente va informato

Per garantire il rapporto fiduciario, il professionista deve comunicare al cliente le informazioni relative ai sistemi di intelligenza artificiale utilizzati, con un linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo.

Non serve un trattato tecnico. Serve che il cliente sappia che nello svolgimento dell'incarico possono essere usati strumenti di IA, per quali attività, e che il lavoro resta sotto la responsabilità del professionista.

Un esempio di clausola

Nel mandato professionale o in un'informativa allegata si può inserire una formulazione di questo tipo, da adattare al proprio caso con il supporto del proprio ordine:

"Nello svolgimento dell'incarico lo studio può avvalersi di strumenti di intelligenza artificiale esclusivamente per attività di supporto, quali ricerca, sintesi e redazione di bozze. Ogni elaborato è verificato e validato personalmente dal professionista, che resta responsabile della prestazione. Non vengono inseriti in tali strumenti dati personali o riservati del cliente se non con strumenti e garanzie adeguati alla normativa sulla protezione dei dati."

Cosa cambia con i decreti attuativi

Con i decreti di adeguamento all'AI Act approvati dal Governo, gli ordini professionali sono chiamati ad adeguare i propri regolamenti, strutturando la formazione sull'IA su tre livelli: tecnico, giuridico e deontologico, con al centro la responsabilità del professionista e i doveri di informazione verso il cliente. È previsto anche un intervento sui parametri dell'equo compenso.

Per i tempi precisi e i crediti formativi riconosciuti conviene seguire le comunicazioni del proprio ordine e verificare i testi definitivi pubblicati.

Gli errori da evitare

  • incollare documenti dei clienti in strumenti gratuiti senza sapere dove finiscono i dati;
  • citare norme o sentenze suggerite dall'IA senza controllarle: i sistemi generativi possono inventare riferimenti che sembrano veri;
  • usare risposte non aggiornate: un modello può non conoscere le ultime modifiche normative;
  • non dire nulla al cliente, pensando che l'uso dell'IA sia un dettaglio interno.

La lista di controllo per lo studio

  • decidere quali strumenti di IA sono ammessi e con quali account professionali;
  • stabilire quali attività possono essere supportate dall'IA e quali no;
  • aggiornare mandato professionale e informativa privacy;
  • prevedere sempre la verifica umana di norme, numeri e riferimenti;
  • formare collaboratori e praticanti, e tenere traccia della formazione.

Fonti: Legge 132/2025, art. 13; decreti legislativi di adeguamento al Regolamento (UE) 2024/1689 approvati dal Consiglio dei Ministri nel 2026. Le informazioni sono aggiornate alla data di pubblicazione dell'articolo.

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Fonte: Formazione AGR, 14 September 2026
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