Sì, si può finire arrestati per questioni di sicurezza sul lavoro
Molti imprenditori pensano che la sicurezza sul lavoro sia una questione di multe. Si sbagliano. Il D.Lgs. 81/2008, art. 55 è chiarissimo: l'omessa redazione del DVR è punita con l'arresto da 3 a 6 mesi oppure con un'ammenda da 3.071 a 7.862 euro. Non è una possibilità teorica: è una sanzione penale applicata ogni giorno in tutta Italia.
E nel 2026 il rischio è ancora più alto: la Legge 198/2025 ha autorizzato l'INL ad assumere 300 nuovi ispettori nel triennio 2026-2028, più 100 unità aggiuntive dei Carabinieri per la tutela del lavoro. Più ispettori significa più controlli, significa più aziende trovate scoperte.
Le violazioni che portano all'arresto (non solo la multa)
Ecco l'elenco delle violazioni del D.Lgs. 81/2008 per cui il datore di lavoro rischia concretamente l'arresto:
- DVR non redatto: arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 3.071 a 7.862 euro
- RSPP non nominato: arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 3.556 a 9.112 euro
- Medico competente non nominato (quando obbligatorio): arresto da 3 a 6 mesi o ammenda fino a 9.112 euro
- Formazione obbligatoria non erogata: arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.708 a 7.403 euro (con moltiplicatore per più lavoratori)
- DPI anticaduta non forniti: arresto da 2 a 4 mesi o ammenda
- Infortunio grave per omissione documentata: il reato diventa colpa con lesioni gravi, pena fino a 3 anni
Quando scatta davvero l'arresto e non solo la multa
La regola generale è che si può scegliere tra arresto e ammenda — ma ci sono casi in cui il giudice può disporre l'arresto senza alternativa. Questo accade quando:
- C'è stata recidiva: la stessa violazione già contestata in passato
- Si è verificato un infortunio grave o mortale collegato alla violazione
- Il datore di lavoro ha ignorato una prescrizione dell'ispettore già notificata
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