Il grande malinteso: "ho dato i lavori in appalto, non sono più responsabile"
Ogni giorno, centinaia di committenti — privati, imprese, enti pubblici — affidano lavori in appalto pensando di essersi liberati da qualsiasi responsabilità sulla sicurezza. "Ho un contratto con l'impresa, se succede qualcosa è colpa loro." Questa convinzione è sbagliata — e nel 2026 è diventata ancora più pericolosa.
Cosa è obbligato a fare il committente nel 2026
- Nominare CSP e CSE (Coordinatori per la Sicurezza) per i cantieri che prevedono più imprese o lavori di entità significativa
- Verificare l'idoneità tecnico-professionale delle imprese prima di affidargli i lavori: iscrizione CCIAA, DVR, certificato di conformità, Patente a Crediti
- Indicare nella notifica preliminare all'ASL tutte le imprese in subappalto (novità 2026)
- Fornire il DUVRI se i lavori comportano rischi da interferenza con la propria attività
- Vigilare sull'operato del CSE: non basta nominarlo, il committente risponde se il CSE non fa il suo lavoro e lui non lo ha vigilato
Quando il committente viene condannato insieme all'impresa
La giurisprudenza italiana è ricca di casi in cui il committente è stato condannato insieme al datore di lavoro dell'impresa appaltatrice per infortuni avvenuti in cantiere. I presupposti:
- Il committente non aveva verificato l'idoneità dell'impresa prima dell'affidamento
- Il committente non aveva nominato il coordinatore per la sicurezza quando obbligatorio
- Il committente aveva interferito nella gestione del cantiere senza assumersene formalmente la responsabilità
- Il committente era a conoscenza delle violazioni ma non aveva agito
Sei un committente che affida lavori in appalto? Contattaci: verifichiamo insieme tutti gli adempimenti di tua competenza prima dell'inizio dei lavori.