La stagione estiva è in arrivo. E con lei i rischi che nessuno valuta
Ogni estate, hotel, villaggi turistici, camping e stabilimenti balneari impiegano migliaia di lavoratori all'aperto: bagnini, animatori, addetti al verde, camerieri ai bordo piscina, personale di manutenzione. Questi lavoratori sono esposti ogni giorno a rischi specifici che la maggior parte dei datori di lavoro del settore turistico non ha mai inserito nel proprio DVR — e che nel 2026 sono diventati oggetto di controllo ispettivo.
4 rischi del lavoro all'aperto che devi valutare nel DVR
- Esposizione a raggi UV: i lavoratori che trascorrono più di 3 ore al giorno all'aperto sono esposti a un rischio cancerogeno reale. Il DVR deve identificare questo rischio e prevedere misure: creme solari fornite dal datore di lavoro (che diventano DPI), copricapi, orari di lavoro che evitino le ore più calde
- Stress termico da calore: temperature superiori ai 35°C, umidità, assenza di ombra. Il Protocollo Caldo 2025 prevede obblighi specifici: pause regolari, acqua disponibile, monitoraggio delle condizioni meteorologiche, formazione specifica
- Agenti biologici all'aperto: punture di insetti (zanzare, vespe, zecche), esposizione a muffe in ambienti umidi, contatto con acque potenzialmente contaminate in laghi o fiumi per attività outdoor
- Rischio annegamento per i bagnini: categoria specifica con obbligo di formazione certificata, attrezzature di salvataggio certificate e verificate, procedure di emergenza documentate
Il DVR per le strutture turistiche: cosa cambia nel 2026
Il DVR di un hotel o di una struttura ricettiva deve essere specifico per ogni area operativa: ricevimento, cucina, camere, aree esterne, piscine. Nel 2026 deve includere obbligatoriamente la sezione sul rischio violenza e molestie — particolarmente rilevante per il personale a contatto con i clienti — e la valutazione dello stress lavoro-correlato per i lavoratori stagionali con turni intensi.
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