Preposto Per La Sicurezza Sul Lavoro

Preposto Per La Sicurezza Sul Lavoro

Preposto Per La Sicurezza Sul Lavoro

Corso di formazione per il ruolo di Preposto per la Sicurezza sul Lavoro, figura di vigilanza sull'aspetto operativo delle aziende, con obbligo di far rispettare le disposizioni nel Piano Operativo di Sicurezza e nel Piano di Sicurezza e Coordinamento
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Descrizione

Preposto alla sicurezza: obblighi, responsabilità e formazione

Il preposto, spesso considerato una vera e propria "sentinella per la sicurezza", è una figura chiave per le aziende nella gestione della salute e sicurezza dei lavoratori.

In base alla definizione del Testo Unico sulla sicurezza (art.2), tale ruolo è ricoperto dalla "persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell'incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l'attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa".

Quando è obbligatorio il preposto? In generale, ad eccezione di alcuni casi specifici, la nomina di tale figura non è obbligatoria: si tratta di una scelta del datore di lavoro che, in questo modo, può organizzare e controllare in modo più efficiente le direttive dell'azienda nell'ambito della sicurezza sul lavoro. È previsto l'obbligo di sorveglianza di un preposto, invece, per attività quali:

 - montaggio e smontaggio delle opere provvisionali; 
 - costruzione, sistemazione, trasformazione o smantellamento di una paratoia o di un cassone; 
 - lavori di demolizione; 
 - lavori in spazi confinati; 
 - lavori di installazione di segnaletiche stradali.

Preposto alla sicurezza: responsabilità

Il ruolo del preposto è generalmente ricoperto da figure quali capi-reparto, capi-squadra, capi-officina, capi-turno ecc: soggetti che si occupano, dunque, di sovrintendere e vigilare sulle operazioni di altri lavoratori.

Il preposto può essere nominato formalmente dal datore di lavoro, ma non si tratta di un obbligo di legge: possono essere considerati preposti anche soggetti non investiti di incarichi formali, che danno ordini e gestiscono persone ricoprendo “di fatto” il ruolo (ai sensi dell’articolo 299 dell’81/08, principio di effettività).

Sebbene le responsabilità di tale figura riguardino l'applicazione di misure di prevenzione disposte da altri (quindi non è lui in prima persona a doverle individuare) il preposto è obbligato, per legge, a ricevere un'adeguata e specifica formazione.

Obblighi del preposto alla sicurezza

Per lo svolgimento dei propri compiti, non è prevista alcuna indennità versata al preposto. Egli non può, inoltre, sottrarsi all’adempimento degli obblighi previsti dal Testo Unico, pena possibili sanzioni per inadempimento contrattuale.

L’Art.19 del D.lgs 81/08 definisce, nello specifico, quali sono gli obblighi del preposto alla sicurezza:

a) sovrintendere e vigilare sull'osservanza, da parte dei lavoratori, degli obblighi di legge e delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza (informando i superiori in caso di persistenza delle inosservanze);

b) verificare che solo i lavoratori che abbiano ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone che li espongono a un rischio grave e specifico;

c) richiedere l’osservanza delle misure per il controllo delle misure di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni ai lavoratori affinché, in caso di pericolo grave e immediato, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;

d) informare il più presto possibile i lavoratori, esposti al rischio di un pericolo grave e immediato, riguardo il rischio stesso e le disposizioni in materia di protezione;

e) salvo eccezioni debitamente motivate, astenersi dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato;

f) segnalare tempestivamente al datore di lavoro (o al dirigente) le deficienze dei mezzi, delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, così come ogni condizione di pericolo che si verifichi durante l’attività lavorativa;

g) frequentare appositi corsi di formazione (secondo quanto previsto dall'articolo 37).

Le sanzioni per i preposti che non rispettino gli obblighi di legge prevedono:

 - arresto da uno a tre mesi o ammenda da 500 a 2.000 euro per la violazione di quanto presente alle lettere a), e), f); 
 - arresto sino a un mese o l'ammenda da 300 a 900 euro per la violazione di quanto presente alle lettere b), c), d); 
 - ammenda da 300 a 900 euro per la violazione di quanto presente alla lettera g).

Preposto alla sicurezza: formazione

La formazione dei preposti alla sicurezza è obbligatoria per legge ed è a cura del datore di lavoro.

I contenuti della formazione, secondo quanto stabilito dall'art.37 del Testo Unico, riguardano:

 - principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi; 
 - definizione e individuazione dei fattori di rischio; 
 - valutazione dei rischi; 
 - individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione.

corsi di formazione per preposti hanno durata di 8 ore complessive e, in parte, possono essere svolti anche in modalità e-learning (per esempio, 5 ore online e 3 in aula). Gli aggiornamenti, da svolgere ogni 5 anni, sono invece di 6 ore e si possono frequentare interamente via Internet.

Scheda Tecnica

FORMAZIONE DEI LAVORATORI E DEI LORO RAPPRESENTANTI
Articolo 37 del D.LGS. 81/08
1. Il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza, anche rispetto alle conoscenze linguistiche, con particolare riferimento a:

  • concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza

  • rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell'azienda.

2. La durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione di cui al comma 1 sono definiti mediante accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottato, previa consultazione delle parti sociali, entro il termine di dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo.
3. Il datore di lavoro assicura, altresì, che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in merito ai rischi specifici di cui ai titoli del presente decreto successivi al I. Ferme restando le disposizioni già in vigore in materia, la formazione di cui al periodo che precede e' definita mediante l'accordo di cui al comma 2.
4. La formazione e, ove previsto, l'addestramento specifico devono avvenire in occasione:

  • della costituzione del rapporto di lavoro o dell'inizio dell'utilizzazione qualora si tratti di somministrazione di lavoro
  • del trasferimento o cambiamento di mansioni
  • della introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi.

5. L'addestramento viene effettuato da persona esperta e sul luogo di lavoro.
6. La formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti deve essere periodicamente ripetuta in relazione all'evoluzione dei rischi o all'insorgenza di nuovi rischi.
7. I preposti ricevono a cura del datore di lavoro e in azienda, un'adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro. I contenuti della formazione di cui al presente comma comprendono:

  • principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi
  • definizione e individuazione dei fattori di rischio
  • valutazione dei rischi
  • individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione

8. I soggetti di cui all'articolo 21, comma 1, possono avvalersi dei percorsi formativi appositamente definiti, tramite l'accordo di cui al comma 2, in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
9. I lavoratori incaricati dell'attività di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell'emergenza devono ricevere un'adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico; in attesa dell'emanazione delle disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo 46, continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui al decreto del Ministro dell'interno in data 10 marzo 1998, pubblicato nel S.O. alla Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 1998, attuativo dell'articolo 13 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626.
10. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha diritto ad una formazione particolare in materia di salute e sicurezza concernente i rischi specifici esistenti negli ambiti in cui esercita la propria rappresentanza, tale da assicurargli adeguate competenze sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi.
11. Le modalità, la durata e i contenuti specifici della formazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sono stabiliti in sede di contrattazione collettiva nazionale, nel rispetto dei seguenti contenuti minimi:

  • principi giuridici comunitari e nazionali
  • legislazione generale e speciale in materia di salute e sicurezza sul lavoro
  • principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi
  • definizione e individuazione dei fattori di rischio
  • valutazione dei rischi
  • individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione
  • aspetti normativi dell'attività di rappresentanza dei lavoratori
  • nozioni di tecnica della comunicazione

La durata minima dei corsi e' di 32 ore iniziali, di cui 12 sui rischi specifici presenti in azienda e le conseguenti misure di prevenzione e protezione adottate, con verifica di apprendimento. La contrattazione collettiva nazionale disciplina le modalità dell'obbligo di aggiornamento periodico, la cui durata non può essere inferiore a 4 ore annue per le imprese che occupano dai 15 ai 50 lavoratori e a 8 ore annue per le imprese che occupano più di 50 lavoratori.
12. La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire, in collaborazione con gli organismi paritetici di cui all'articolo 50 ove presenti, durante l'orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori.
13. Il contenuto della formazione deve essere facilmente comprensibile per i lavoratori e deve consentire loro di acquisire le conoscenze e competenze necessarie in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Ove la formazione riguardi lavoratori immigrati, essa avviene previa verifica della comprensione e conoscenza della lingua veicolare utilizzata nel percorso formativo.
14. Le competenze acquisite a seguito dello svolgimento delle attività di formazione di cui al presente decreto sono registrate nel libretto formativo del cittadino di cui all'articolo 2, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni. Il contenuto del libretto formativo e' considerato dal datore di lavoro ai fini della programmazione della formazione e di esso gli organi di vigilanza tengono conto ai fini della verifica degli obblighi di cui al presente decreto.