Operatore Socio-Sanitario

Operatore Socio-Sanitario

Operatore Socio-Sanitario

Le attività dell’Operatore Socio Sanitario sono rivolte alla persona e al suo ambiente di vita e di cura
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Scheda Tecnica

INTRODUZIONE

Cosa può fare e cosa non può fare in autonomia un Operatore Socio Sanitario?
Ecco il documento che sancisce il suo ruolo. Accordo Stato-Regioni del 22/02/2001

Le attività dell’Operatore Socio Sanitario sono rivolte alla persona e al suo ambiente di vita e di cura, sono volte a valorizzarne le capacità residue per rafforzarne l’autostima e l’autonomia nel rispetto del diritto di autodeterminazione, in coerenza con il progetto assistenziale definito dall’équipe del servizio. Il suo Profilo nasce nel 2001 grazie ad un apposito Accordo Stato-Regioni e si è reso più corposo con la recente approvazione della Legge 3/2018 (ex-Ddl Lorenzin)

La sua attività è caratterizzata da un approccio globale alle problematiche dell’assistito col quale mantiene un rapporto di vicinanza e di continuità che richiede specifiche competenze relazionali

  • Le attività dell’operatore socio-sanitario afferiscono alle seguenti aree di intervento:Interventi di assistenza diretta alla persona
  • Interventi di assistenza alla persona di specifico carattere sanitario
  • Interventi di relazione con l’assistito, la famiglia, l’équipe di lavoro
  • Interventi di comfort, di igiene e di sicurezza sugli ambienti di vita, assistenziali e di cura della persona
  • Interventi di organizzazione e verifica delle proprie attività nell’ambito della pianificazione del lavoro e di integrazione con altri operatori e servizi
  • L’operatore socio sanitario nella realizzazione degli interventi di aiuto e supporto alle persone si ispira ad una serie di principi deontologici largamente condivisi

COMPETENZE DI ASSISTENZA DIRETTA ALLA PERSONA

L’ Operatore socio – sanitario svolge le attività previste in questo ambito di competenza inserito in équipe, in collegamento funzionale e in collaborazione con gli operatori professionalmente preposti, rispettivamente all’assistenza sanitaria e a quella sociale. Il suo intervento si caratterizza nella specificità e si differenzia per livelli di responsabilità e per aree di autonomia in rapporto al livello di complessità della situazione dell’assistito e all’organizzazione definita nell’ambito del servizio

Spetta all’operatore socio – sanitario:

  1. RILEVARE LE NECESSITÀ ASSISTENZIALI
    - rilevare i bisogni assistenziali, le risorse e le condizioni di rischio della persona da assistere, della sua famiglia e dell’ambiente in cui vive
    - collaborare nella valutazione del grado di autonomia, anche attraverso l’uso di griglie predisposte

  2. ATTUARE INTERVENTI ASSISTENZIALI
     - svolgere attività finalizzate alla cura e all’igiene personale e all’espletamento delle funzioni fisiologiche
     - stimolare la persona assistita al movimento per prevenire rischi e conseguenze da ridotta attività fisica, garantendo il mantenimento delle capacità psicofisiche e, se necessario, l’aiuto nella deambulazione
     - svolgere attività finalizzate all’apprendimento e/o al mantenimento, da parte dell’assistito, di posture corrette e di posizioni terapeutiche su indicazione di operatori professionalmente preposti, anche utilizzando presidi, ausili ed attrezzature
     - svolgere attività finalizzate al trasferimento della persona assistita fuori dal letto utilizzando ausili idonei
     - assistere e sorvegliare le condizioni della persona durante il trasferimento da un servizio all’altro
     - collaborare alla prevenzione dei più comuni problemi della sindrome da immobilizzazione
     - stimolare ad un’alimentazione equilibrata e corretta; Competenze di assistenza diretta alla persona
     - predisporre i pasti
     - curare il comfort ambientale e personale e aiutare la persona ad alimentarsi nel rispetto delle indicazioni dietetiche e riferire le osservazioni all’operatore professionalmente preposto
     - rilevare i più comuni segni di alterazione delle diverse funzioni di vita o modificazioni della situazione della persona assistita e riferire, in tempi e modalità appropriate, agli operatori di competenza
     - garantire, durante ogni intervento assistenziale, sicurezza e comfort
     - collaborare alla composizione della salma e provvedere al suo trasferimento

  3. VALUTARE GLI INTERVENTI
     - valutare l’efficacia degli interventi attuati in ordine al raggiungimento degli obiettivi assistenziali di competenza, considerando anche il grado di soddisfazione espresso dalla persona assistita

COMPETENZE DI ASSISTENZA ALLA PERSONA DI SPECIFICO CARATTERE SANITARIO

L’operatore socio-sanitario collabora nella attuazione delle seguenti attività di assistenza alla persona di carattere sanitario che devono essere specificate, per iscritto, nella pianificazione delle cure e nella relativa documentazione da parte dell’équipe:

  • rilevazione dei parametri vitali
  • controllo del peso
  • raccolta campioni biologici che non richiedono manovre invasive
  • cambio medicazioni e fasciature semplici
  • preparazione dell’assistito e dei materiali per specifiche procedure medico-assistenziali (cateterismo vescicale, enteroclisma, campo sterile, prelievo venoso, medicazioni complesse e altre procedure definite e protocollate a livello del servizio)
  • rilevazione della glicemia e della glicosuria attraverso stick
  • aiuto per il corretto utilizzo di apparecchi medicali di semplice uso secondo protocollo
  • aiuto per la corretta assunzione della terapia, prescritta e programmata, con la supervisione del personale sanitario competente (medico-infermiere), esclusa la terapia per via iniettiva (i/m – s/c – e/v)

L’operatore socio – sanitario è altresì in grado di attuare misure di primo soccorso e di pronto intervento che non abbiano carattere di invasività: posizione anti – shock e posizione di sicurezza, tecniche di supporto alle funzioni vitali (massaggio cardiaco esterno e respirazione artificiale), manovra di Heimlich, tecniche di primo soccorso nei traumi e nelle ferite, uso del pallone di Ambu e posizionamento canula di Mayo.

L’operatore socio-sanitario svolge le attività indicate con la supervisione di un’équipe responsabile di monitorare con continuità le condizioni della persona assistita, in un contesto organizzativo dove sono definiti gli ambiti di competenza e di responsabilità dei vari operatori e dove l’integrazione e la verifica sono processi costantemente presidiati da figure di coordinamento.

COMPETENZE DI RELAZIONE CON LA PERSONA DA ASSISTERE, LA FAMIGLIA, L'ÈQUIPE

L’operatore socio – sanitario attiva la relazione professionale come strumento del processo di aiuto messo in atto per consentire alla persona da assistere di mantenere, potenziare, valorizzare le proprie risorse

Nel rapporto operatore – persona assistita, la relazione richiede, da parte dell’operatore socio – sanitario, competenze nel:

  • collaborare nell’accoglienza della persona e della sua famiglia per favorire il loro orientamento ed inserimento nei servizi residenziali, nei centri diurni e in ospedale
  • accompagnare la persona non autosufficiente e disorientata per l’utilizzo dei servizi
  • favorire il mantenimento dei rapporti parentali e amicali
  • attuare interventi volti a favorire la vita di relazione dell’assistito, tenendo conto dei suoi bisogni e confrontandosi con gli altri operatori del servizio
  • mettere in atto una relazione professionale con l’assistito e la famiglia favorevole a creare un clima di fiducia e consenso
  • collaborare nella relazione di aiuto che coinvolga la persona, la famiglia ed altre persone – risorsa nella realizzazione dell’intervento assistenziale e nello sviluppo dell’autonomia
  • adottare modalità relazionali orientate al confronto e alla collaborazione con il gruppo di lavoro, con altri operatori e/o servizi
  • collaborare e realizzare attività di animazione rivolte ai singoli e a gruppi.

    COMPETENZE DI COMFORT, DI IGIENE E DI SICUREZZA NELL'INTERVENTO SUGLI AMBIENTI DI VITA, ASSISTENZIALI E DI CURA DELLA PERSONA DA ASSISTERE

L’operatore socio-sanitario sa:

  • mantenere confortevoli gli ambienti di vita e di cura della persona assistita, applicando protocolli definiti dal servizio e, a domicilio, secondo modalità concordate con lo stesso
  • adottare comportamenti per prevenire le infezioni e per promuovere la sicurezza negli ambienti di lavoro
  • curare il riordino e la pulizia degli ambienti di vita e di cura della persona assistita scegliendo strumenti, prodotti e metodi secondo procedure concordate
  • predisporre e suggerire interventi di adattamento dell’ambiente alle esigenze dell’assistito per favorirne l’autonomia e garantirne la sicurezza
  • assicurare la pulizia, la disinfezione e la conservazione di utensili, apparecchi, presidi usati dall’assistito e dal personale per fini assistenziali
  • eseguire tutte le fasi di preparazione del materiale da inviare in sterilizzazione e mettere in atto le misure idonee alla sua corretta conservazione
  • collaborare nella cura della biancheria e del vestiario
  • garantire la raccolta e lo stoccaggio dei rifiuti nel rispetto della normativa vigente
  • assicurare il trasporto del materiale biologico sanitario secondo protocolli stabiliti

    COMPETENZE DI ORGANIZZAZIONE, DI VERIFICA DELLE PROPRIE ATTIVITÀ E DI INTEGRAZIONE CON ALTRI OPERATORI E SERVIZI

L’operatore socio – sanitario sa:

  • attuare gli interventi assistenziali tenendo conto delle finalità e degli obiettivi del servizio di appartenenza valutando, per l’area di propria competenza, gli interventi più appropriati da proporre
  • realizzare gli interventi di competenza, perseguendo gli obiettivi del piano assistenziale elaborato con l’équipe
  • gestire le proprie attività, secondo priorità, utilizzando in modo ottimale le risorse disponibili, nel rispetto dei vincoli e dei principi etici enunciati negli orientamenti deontologici dell’operatore socio – sanitario
  • partecipare attivamente alle riunioni del gruppo di lavoro e ai momenti formali di passaggio delle consegne
  • utilizzare gli strumenti informativi in uso per la registrazione/trasmissione di informazioni per la continuità assistenziale
  • utilizzare metodologie di lavoro comuni con le équipe del servizio
  • segnalare a chi di competenza i problemi incontrati durante la propria attività richiedendo, se necessario, la consulenza e l’intervento di altri operatori di specifica professionalità
  • selezionare le informazioni da riferire agli altri operatori dell’équipe perché utili all’ inserimento e al progetto assistenziale
  • collaborare nelle attività di verifica degli interventi di propria competenza, in funzione della qualità del servizio
  • collaborare alla definizione dei propri bisogni di formazione, partecipare ai corsi di aggiornamento, disponibile a trasferire innovazioni e cambiamenti nel proprio contesto operativo
  • informare l’utente sulle opportunità offerte dai servizi del territorio, aiutandolo, nel disbrigo di semplici adempimenti burocratici
  • concorrere, rispetto agli operatori dello stesso profilo, al tutorato dei tirocinanti e dei neoassunti
  • collaborare all’organizzazione di attività di socializzazione sostenendo la partecipazione degli utenti ad iniziative culturali e ricreative sia sul territorio che in ambito residenziale

    PRINCIPI

L’operatore socio – sanitario svolge la propria attività rispettando il principio del valore della persona, nella sua dignità ed unicità

  • L’operatore socio – sanitario assiste tutte le persone attribuendo loro pari diritto e considerazione indipendentemente dall’età, sesso, nazionalità, religione, minorazione o da qualsiasi altra caratteristica personale, dalle condizioni economiche e sociali, dalle specifiche cause di inabilità e malattia
  • L’operatore socio – sanitario svolge la propria attività non esprimendo giudizi di valore sulle persone e sui loro comportamenti

    RAPPORTI CON LA PERSONA ASSISTITA

L’operatore socio – sanitario valorizza l’autonomia della persona, la sua soggettività, la sua capacità di prendere decisioni, la sostiene nell’uso delle risorse proprie, la stimola a usufruire delle risorse sociali, evitando, per quanto possibile, l’insorgere di condizioni di dipendenza

  • Assiste la persona non autosufficiente utilizzando, qualora sussista la necessità di tutela della persona stessa, misure di controllo solo secondo prescrizione medica
  • Qualora le condizioni psicofisiche della persona assistita lo consentono, l’operatore socio – sanitario chiede il consenso dell’interessato all’effettuazione delle prestazioni assistenziali di sua competenza
  • Informa la persona delle azioni che svolge, motivandone le ragioni, la coinvolge nel processo assistenziale, tenendo in considerazione quanto da essa manifestato
  • Osserva il segreto professionale ed il segreto d’ufficio come risposta alla fiducia che l’assistito e l’organizzazione/servizio ripongono in lui.

    RAPPORTI CON COLLEGHI E ALTRI OPERATORI

  • Rispetto al progetto assistenziale l’operatore socio-sanitario ha diritto di essere informato e coinvolto, assicurando la riservatezza delle informazioni relative alla persona
  • Nella raccolta, nella gestione e nel passaggio di dati, si limita a ciò che è pertinente al progetto di aiuto
  • Garantisce la continuità assistenziale anche attraverso l’efficace gestione degli strumenti informativi
  • Collabora con colleghi e altri operatori di cui riconosce e rispetta lo specifico professionale, intrattenendo rapporti improntati a correttezza, lealtà, condivisione degli obiettivi
  • Riferisce a persona competente e/o ai superiori qualsiasi circostanza che possa pregiudicare l’assistenza o la qualità delle cure, con particolare riguardo agli effetti sulla persona

    RAPPORTI CON L'ORGANIZZAZIONE DI LAVORO

  • L’operatore socio-sanitario ha il dovere di tenersi aggiornato professionalmente al fine di poter erogare prestazioni assistenziali di qualità
  • Non accetta compensi o regali di valore
  • Concorre alla piena applicazione delle procedure assistenziali e al loro miglioramento in relazione al contesto organizzativo
  • Assume la responsabilità del proprio operato in conformità al proprio ruolo professionale tenendo conto del mandato affidatogli, accettando di sottoporre il proprio operato alla verifica da parte degli operatori preposti


ACCORDO STATO-REGIONI DEL 22 FEBBRAIO 2001

L’Operatore Socio Sanitario è una figura professionale delineata dall’Accordo Stato-regioni del 22 febbraio 2001 e che integra in un unica professionalità le precedenti figure meno competenti come gli ausiliari o gli OSA. Si riporta di seguito brevemente ciò che sancisce il suddetto Accordo:

1. Figura e profilo

  • É individuata la figura dell’operatore socio-sanitario
  • L’operatore socio-sanitario è l’operatore che, a seguito dell’attestato di qualifica conseguito al termine di specifica formazione professionale, svolge attività indirizzata a:

    a) soddisfare i bisogni primari della persona, nell’ambito delle proprie aree di competenza, in un contesto sia sociale che sanitario
    b) favorire il benessere e l’autonomia dell’utente

2. La formazione

  • La formazione dell’operatore socio-sanitario è di competenza delle Regioni e Provincia autonome, che provvedono all’organizzazione dei corsi e delle relative attività didattiche, nel rispetto delle disposizioni del presente decreto
  • Le Regioni e le Province autonome, sulla base del proprio fabbisogno annualmente determinato, accreditano le aziende Usl e ospedaliere e le istituzioni pubbliche e private, che rispondono ai requi- siti minimi specificati dal Ministero della sanità e dal dipartimento degli affari sociali con apposite linee guida, alla effettuazione dei corsi di formazione

3. Contesti operativi

  • L’operatore socio-sanitario svolge la sua attività sia nel settore sociale che in quello sanitario, in servizi di tipo socio-assistenziale e socio-sanitario, residenziali o semiresidenziali, in ambiente ospedaliero e al domicilio dell’ utente

4. Contesto relazionale

  • L’operatore socio-sanitario svolge la sua attività in collaborazione con gli altri operatori professionali preposti all’assistenza sanitaria e a quella sociale, secondo il criterio del lavoro multiprofessionale Accordo Stato-Regioni del 22 Febbraio 2001

5. Attività

  • Le attività dell’operatore socio-sanitario sono rivolte alla persona e al suo ambiente di vita

    a) assistenza diretta ed aiuto domestico alberghiero

    b) intervento igienico-sanitario e di carattere sociale

    c) supporto gestionale, organizzativo e formativo

  • Le attività di cui al comma 1 sono riassunte nell’allegata tabella A che forma parte integrante del presente decreto

6. Competenze

  • Le competenze dell’operatore di assistenza sono contenute nell’allegata tabella B che forma parte integrante del presente decreto

7. Requisiti di accesso

  • Per l’accesso ai corsi di formazione dell’operatore socio-sanitario è richiesto il diploma di scuola dell’obbligo ed il compimento del diciassettesimo anno di età alla data di iscrizione al corso

8. Organizzazione didattica

  • La didattica è strutturata per moduli e per aree disciplinari. Ogni corso comprende i seguenti moduli didattici:

    a) un modulo di base;

    b) un modulo professionalizzante.

  • I corsi di formazione per operatore socio-sanitario, durata annuale, per un numero di ore non inferiore a 1000, articolate secondo i seguenti moduli didattici:

    a) modulo di base: tipo di formazione teorica, numero minimo di ore 200

    b) motivazione-orientamento e conoscenze di base

    c) modulo professionalizzante: tipo di formazione teorica, numero minimo di ore 250

    d) esercitazioni / stages, numero minimo di ore 100; tirocinio, numero minimo di ore 450

  • Le Regioni e Province autonome, attesa l’ampia possibilità di utilizzo dell’operatore sociosanitario, possono prevedere, per un più congruo inserimento nei servizi, moduli didattici riferiti a tematiche specifiche sia mirate all’utenza (ospedalizzata, anziana, portatrice di handicap, psichiatrica, con dipendenze patologiche ecc.) sia alla struttura di riferimento (residenza assistita, domicilio, casa di riposo, comunità, c.)

  • Oltre al corso di qualificazione di base sono previsti moduli di formazione integrativa, per un massimo di 200 ore di cui 100 di tirocinio; i moduli sono mirati a specifiche utenze e specifici con testi operativi, quali utenti anziani, portatori di handicap, utenti psichiatrici, malati terminali, conte- sto residenziale, ospedaliero, casa alloggio, Rsa, centro diurno, domicilio, ecc:

    - modulo tematico: tipo di formazione teorica, numero minimo di ore 50

    - tematiche professionali: tipo di formazione esercitazioni /stages, numero minimo di ore 50

    - specifiche: tipo di formazione tirocinio, numero minimo di ore 100

9. Moduli didattici integrativi post-base

  • Sono previste misure compensative in tutti i casi in cui la formazione pregressa risulti insufficiente, per la parte sanitaria o per quella sociale

10. Materie di insegnamento

  • Le materie di insegnamento, relative ai moduli didattici di cui all’articolo 8, sono articolate seguenti arce disciplinari:

    a) area socio culturale, istituzionale e legislativa

    b) area psicologica e sociale

    c) area igienico sanitaria; zona tecnico operativa

  • Le materie di insegnamento sono riassunte nell’allegata tabella C, che forma parte integrante del presente decreto

11. Tirocinio

  • Tutti i corsi di tirocinio guidato, presso le strutture ed i servizi nel cui ambito la figura professionale dell’operatore socio-sanitario è prevista

12. Esame finale e rilascio dell’attestato

  • La frequenza ai corsi è obbligatoria e non possono essere ammessi alle prove di valutazione fina- le coloro che hanno superato il tetto massimo di assenze indicato dalla Regione o Provincia Autonoma nel provvedimento istitutivo dei corsi, e comunque non superiore al 10% delle ore complessive

  • Al termine del corso gli allievi sono sottoposti ad una prova teorica e ad una prova pratica da parte di una apposita commissione d’esame, la cui composizione è individuata dal citato provvedimento regionale e della quale fa parte un esperto designato dall’assessorato regionale alla sanità e dall’assessorato regionale alle politiche sociali

  • In caso di assenze superiori al 10% delle ore complessive, il corso si considera interrotto e la sua eventuale ripresa nel corso successivo avverrà secondo modalità stabilite dalla struttura didattica

  • All’allievo che supera le prove, è rilasciato dalle Regioni e Provincia autonome un attestato di qualifica valido su tutto il territorio nazionale, nelle strutture, attività e servizi sanitari, socio sanitari e socio assistenziali

13. Titoli pregressi

  • Spetta alle Regioni e Province autonome, nel contesto del proprio sistema della formazione, quantificare il credito formativo da attribuirsi a titoli e servizi pregressi, in relazione all’acquisizione dell’attestato di qualifica relativo alla figura professionale di operatore socio- sanitario, prevedendo misure compensative in tutti i casi in cui la formazione pregressa risulti insufficiente, per la parte sanitaria o per quella sociale, rispetto a quella prevista dal presente decreto.

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